6.19.2007

Politics, di Adam Thirlwell


Dunque dunque…questo libro me lo prestò una carissima amica ventilandone i discorsi vagamente osceni ed erotici, ma non solo; diffidando allegramente l’ho praticamente divorato.

A quanto ne so questa dovrebbe essere l’opera prima del giovanissimo autore (ventottenne), considerato, dicono, tra i migliori narratori britannici delle nuove generazioni. Il nostro londinese si è dato nel romanzo alla Sex Comedy, ma in maniera del tutto inaspettata, schietta da fare paura e scritta bene, semplicemente (de)scritta bene. Consigliando a chiunque, a tempo perso, di darsi a questa piacevole lettura, quantomeno per saperne di più circa la propria ed altrui sessualità, racconto un po’ di come una storia che sembra appunto trattare inizialmente di fenomeni legati alla sfera del sessuale, tra una serie curiosa di flashback e di flashforeward che sviluppano l’intreccio della vicenda, sia riuscita invece a parlarmi d’amore e di relazioni sentimentali, non solo di coppia. Si potrebbe obbiettare dicendo che forse tutta questa esplicitezza è gratuita, che magari punta proprio allo stupire, ma se si segue davvero la storia di una Nana che paradossalmente, pur essendo un personaggio ben determinato, rappresenta dal mio punto di vista una gran quantità di donne (e forse chissà, anche di uomini), ci si chiede come abbia fatto questo ragazzo a parlare di politica seriamente e in maniera più chiara di qualunque parlamentare italiano, di società, di teatro, di gentilezza e di morale, definendone in gran parte le caratteristiche e semplicemente concentrandosi sul sesso a tre. Politics è un esempio lampante di come le idee si possano costituire in una fitta trama di collegamenti, di connessioni logiche tra le cose e insieme di parole che rendono percepibile uno sguardo attento e pungente sulla realtà. Il narratore ci parla direttamente e in maniera anche molto furbesca, metaletteraria e ci trascina qua e là, dove vuole lui, col dito puntato a farci osservare fenomeni che nei rapporti umani si ripetono sempre, a livello di sia di micro che di macro realtà.

In poche parole direi: un libro esilarante, intelligente, malizioso, alla fine sociologico. Un piccolo lampo di genio e una lettura alternativa per questa estate.

Non piacesse o scandalizzasse, almeno è un libro curioso!